Consumatori e contratti
Canzoni create con l'AI: l'Antitrust contesta i termini di Suno. Che cosa cambia per chi la usa
L'AGCM ritiene vessatorie molte clausole dei termini di Suno, dalla chiusura dell'account alla licenza sui brani. Che cosa significa per chi crea musica con l'AI.
Redazione BCM Legal ·

Suno è una piattaforma statunitense che crea canzoni complete, testo, voce e musica, a partire da poche parole di descrizione. Milioni di persone usano piattaforme come Suno per creare canzoni con l'intelligenza artificiale: si scrive una richiesta, si sceglie uno stile e in pochi secondi arriva un brano. Ma chi accetta i termini di servizio, di solito senza leggerli, che cosa firma? Se lo è chiesto anche l'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM), che ha aperto un procedimento sulle condizioni di Suno e il 14 ottobre 2026 ha messo in consultazione le clausole che ritiene vessatorie. Vediamo che cosa contesta, che cosa significa per chi usa il servizio e che cosa conviene fare.
Che cosa ha fatto l'Antitrust
Il procedimento (CV278) è stato avviato il 15 settembre 2026 nei confronti della società statunitense che gestisce Suno e riguarda i termini di servizio nella versione aggiornata al 3 settembre 2026. L'Autorità lo ha reso noto il 6 ottobre e il 14 ottobre ha pubblicato l'avviso di consultazione. La base è l'art. 37-bis del Codice del consumo (d.lgs. 206/2005), che le consente di dichiarare vessatorie le clausole dei contratti per adesione con i consumatori.
Secondo la valutazione preliminare dell'Autorità, le clausole indicate, da sole o messe insieme, creano un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi a danno del consumatore (art. 33 cod. cons.). È una valutazione iniziale: il procedimento non è concluso.
Le clausole sotto esame, in parole semplici
Modifiche unilaterali. Suno potrebbe cambiare il contratto, il servizio e i prezzi degli abbonamenti senza un giustificato motivo.
Chiusura dell'account. L'account e i contenuti potrebbero essere sospesi o cancellati in qualsiasi momento, anche senza preavviso.
Consenso a condizioni non conoscibili. Con l'iscrizione l'utente accetterebbe anche condizioni di terzi (per esempio di chi gestisce i pagamenti) che non ha potuto leggere.
Limiti di responsabilità. La responsabilità della società sarebbe esclusa o limitata in modo molto ampio.
Diritto d'autore. L'utente concederebbe una licenza molto ampia, perpetua e irrevocabile sui contenuti, compresi i brani generati, e rinuncerebbe ai diritti morali.
Arbitrato e termini. Le controversie andrebbero a un arbitrato obbligatorio negli Stati Uniti, con rinuncia alle azioni collettive e un termine di un anno per far valere le proprie ragioni.
Foro competente. Per il resto, competenti in via esclusiva sarebbero i giudici del Massachusetts.
E i diritti sulle canzoni?
È il punto che interessa di più a chi crea musica. Due regole italiane aiutano a orientarsi.
La prima riguarda la tutela dell'opera. Dal 10 ottobre 2025, con la legge 132/2025 (art. 25), l'art. 1 della legge sul diritto d'autore protegge le opere dell'ingegno «umano», anche se create con l'aiuto dell'intelligenza artificiale, purché siano il risultato del lavoro intellettuale dell'autore. Un brano ottenuto con una richiesta di poche parole difficilmente lo è; un brano in cui la persona scrive il testo, sceglie, corregge e arrangia ha più argomenti per esserlo. Va valutato caso per caso.
La seconda riguarda i diritti morali: il diritto di essere riconosciuto autore e di opporsi a modifiche che danneggino l'onore o la reputazione. Per la legge italiana sono inalienabili (artt. 20 e 22 l. 633/1941), ed è anche per questo che l'Autorità ha messo in discussione la rinuncia prevista dai termini.
Che cosa può succedere adesso
La consultazione. Entro 30 giorni dall'avviso del 14 ottobre possono inviare osservazioni le associazioni di categoria rappresentative, le camere di commercio e le associazioni dei consumatori iscritte nell'elenco dell'art. 137 cod. cons. I singoli utenti non partecipano direttamente, ma possono rivolgersi a queste associazioni.
La decisione. Se l'Autorità dichiara vessatorie le clausole, il provvedimento va pubblicato per estratto sul suo sito e su quello della società, a spese della società; per l'uso di clausole vessatorie la legge prevede anche sanzioni pecuniarie (art. 37-bis, commi 2 e 2-bis, cod. cons.).
La validità delle clausole. La decisione dell'Autorità non cancella da sola le clausole dal contratto: la loro nullità (art. 36 cod. cons.) la dichiara il giudice ordinario, che resta competente anche per il risarcimento dei danni.
Che cosa conviene fare a chi usa questi servizi
Conservare i termini accettati. Salvare una copia dei termini di servizio con la data in cui li si è accettati e delle email che annunciano modifiche: servono se nasce una contestazione.
Non tenere i brani solo sulla piattaforma. Scaricare le proprie creazioni e conservare testi, richieste e versioni intermedie, che dimostrano anche il proprio contributo creativo.
Prima di un uso commerciale, verificare. Chi vuole pubblicare, vendere o depositare un brano deve capire quale licenza ha davvero e se il brano può essere tutelato come opera.
Ricordare le tutele del consumatore. Per i contratti con i consumatori si presume vessatoria la clausola che fissa un foro diverso da quello di residenza del consumatore (art. 33, comma 2, lett. u, cod. cons.); le clausole che limitano le azioni del consumatore sono tra quelle che l'Autorità contesta.
Segnalare i problemi. In caso di account chiuso o di aumenti di prezzo non giustificati, si possono inviare segnalazioni all'AGCM o rivolgersi a un'associazione dei consumatori.
La lettura dello studio
Il caso Suno è il primo segnale che le regole italiane sul consumo valgono anche per i servizi di intelligenza artificiale, chiunque li offra e ovunque abbia sede. La domanda vera, però, resta quella sul diritto d'autore: la legge 132/2025 dice che la tutela richiede un contributo umano, ma quanto contributo basti lo diranno i giudici. Nel frattempo, chi crea con l'AI fa bene a documentare il proprio lavoro.
Domande frequenti
Le canzoni create con Suno sono protette dal diritto d'autore?
Dipende dal contributo della persona. Dopo la l. 132/2025, l'art. 1 l. 633/1941 tutela le opere create con l'aiuto dell'AI solo se sono il risultato del lavoro intellettuale dell'autore: va valutato caso per caso.
Le clausole contestate dall'AGCM non valgono più?
Non ancora. Il procedimento è in corso; anche se l'Autorità le dichiarasse vessatorie, la nullità di una clausola la dichiara il giudice ordinario (art. 36 cod. cons.).
Posso partecipare alla consultazione dell'AGCM?
Direttamente no: possono partecipare associazioni di categoria, camere di commercio e associazioni dei consumatori iscritte all'elenco dell'art. 137 cod. cons. Il singolo utente può rivolgersi a una di queste.
Fonti
- Consultazione in materia di clausole vessatorie: CV278 – SunoAutorità garante della concorrenza e del mercato, 2026-10-14
- Antitrust avvia istruttoria nei confronti di Suno per clausole vessatorieTeleborsa, 2026-10-06
- Suno faces investigation in Italy over its terms of serviceMusic Business Worldwide, 2026-10-06
- Legge 23 settembre 2025, n. 132 – Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificialeGazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, 2025-09-25
- Canzoni scritte con IA: di chi sono i diritti?Il Dubbio, 2026-10-15
Le informazioni sono generali, aggiornate alla data di pubblicazione, e non sostituiscono un parere sul caso concreto.
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