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Software e procedure

Molti gestionali non sono sbagliati. Sono scomodi.

Spesso un software non funziona male perché è scritto male, ma perché l'ha pensato chi non lo usa: passaggi doppi, dati inseriti due volte, schermate che non seguono la giornata di chi lavora. Per chi lavora dentro procedure fissate dalla legge — studi professionali, enti, imprese — lo studio disegna la logica dello strumento partendo dalla norma e da chi lo userà ogni giorno, e la prova prima che arrivi sulle sue scrivanie. Dove serve, lo strumento usa l'intelligenza artificiale per i lavori ripetitivi: leggere documenti, estrarre dati, smistare la posta, preparare bozze. Il codice e la grafica li curano partner tecnici, con un proprio contratto.

Scrivi allo studio

Primo colloquio conoscitivo gratuito, secondo l'agenda dello studio.

Software e procedure

Quando scrivere allo studio

  1. Un gestionale che funziona, ma è scomodo: passaggi doppi, dati inseriti due volte, schermate che non seguono la giornata di chi lo usa.
  2. Un gestionale che non segue più le regole del vostro settore, o le segue male, dopo una riforma.
  3. Una procedura da portare online — un reclamo, una pratica, una richiesta — con firma digitale, PEC e conservazione dei documenti.
  4. Dati personali, anche delicati, da trattare in uno strumento nuovo: privacy fin dalla progettazione, valutazione d'impatto, contratti con i fornitori.
  5. Un sistema da sostituire, con i dati da trasferire senza perderli e senza violarne la riservatezza.
  6. Un lavoro ripetitivo da automatizzare: documenti da leggere, dati da estrarre, PEC da smistare, bozze da preparare.
  7. Un assistente di intelligenza artificiale sui vostri documenti, con i dati riservati che non escono dall'azienda.

Un esempio: un termine che si calcola da solo

Contro il decreto ingiuntivo si può fare opposizione entro quaranta giorni dalla notificazione. Dal 1° al 31 agosto i termini processuali sono sospesi.

Art. 641 c.p.c. e art. 1 L. 742/1969 · in sintesi

Il disegno logico, per i programmatori

quando   decreto.notificato(data)termine  opposizione = 40 giornisalta    1 agosto … 31 agostose festivo → primo giorno non festivoavvisa   10 giorni prima

Che cosa vede chi lo usa

Chi apre la pratica inserisce solo la data della notifica, il 20 luglio. Lo strumento calcola la scadenza dell'opposizione, il 29 settembre, tenendo conto della sospensione di agosto, la mette nello scadenziario e avvisa per tempo. Il calcolo si può sempre correggere a mano, indicando il motivo.

Software e procedure

Due casi

Lo studio legale

Un gestionale che sa a che punto è la pratica.

L'esigenza

Uno studio legale ha bisogno di governare da un posto solo pratiche, procedimenti, scadenze, documenti, depositi e notifiche. Archiviare non basta: lo strumento deve guidare il lavoro passo per passo, seguendo il rito, senza mai impedire l'eccezione. Anche gli obblighi dell'incarico hanno il loro posto: il conflitto d'interessi, l'antiriciclaggio, il preventivo, la procura. Si è cominciato dal recupero crediti, perché è il rito con più percorsi e più termini.

Che cosa non funzionava

La prima versione dello strumento, e altri strumenti costruiti prima, avevano insegnato quali errori non rifare:

  • i termini si contavano a giorni di calendario, senza sospensione feriale né festivi;
  • se un esito non era previsto, il percorso della pratica si fermava senza dirlo;
  • in certi passaggi lo strumento bloccava chi lavorava, e le pratiche restavano incastrate;
  • c'erano due calendari, e per questo l'agenda non serviva;
  • la pagina della pratica era un blocco unico, che non si poteva correggere un pezzo alla volta.

Il modello dei dati non era recuperabile, e si è ripartiti da capo con queste lezioni in mano.

Come è stato disegnato

  1. Il lavoro è modellato, non solo archiviato.

    Ogni tipo di pratica è un percorso fatto di pezzi riusabili: azioni, eventi, documenti, dati. Sono gli esiti reali ad aprire e chiudere i passi successivi.

  2. La regola giuridica è dichiarata, non indovinata.

    Ogni termine porta accanto la sua norma e le sue proprietà: se è soggetto a sospensione feriale, se si proroga quando cade di sabato o in un festivo. Finché l'avvocato non l'ha verificata, la regola resta segnata «da verificare».

  3. Lo strumento propone, l'avvocato dispone.

    Si può sempre deviare dal percorso, indicando il motivo, e ogni passaggio resta nel diario della pratica, che si può solo allungare. Le eccezioni sono quattro, in un elenco chiuso:

    • manca la data da cui parte un termine;
    • il file è stato modificato dopo la firma;
    • un atto dello studio non è firmato;
    • un atto è stato superato da uno nuovo.

    In questi casi forzare darebbe un risultato falso o nullo. Lo strumento non offre «procedi lo stesso»: spiega perché e che cosa fare.

  4. Il modello resta quello con cui la pratica è nata.

    Se domani il modello cambia, le pratiche in corso non si alterano.

  5. Si prova prima di usare, in tre passi.
    • pratiche ideali, costruite apposta con le complicazioni dei casi difficili, si percorrono passo per passo e diventano le prove dello strumento;
    • ogni rito si prova sullo schermo, con atti e ricevute falsi nel contenuto e veri nella forma;
    • vengono le pratiche vere. Ogni difetto che trovano si corregge insieme alla prova che impedisce di rifarlo.

Che cosa fa per chi lo usa

  1. A che punto siamo.

    Chi apre una pratica vede subito:

    • la fase in cui è;
    • il prossimo passo, con la sua data;
    • i documenti obbligatori che mancano;
    • da quanti giorni non succede niente.

    La stessa sintesi compare nella scheda, nell'elenco e nella pagina iniziale: la pratica si racconta in un modo solo.

  2. Prima del clic, che cosa succederà.

    Scelto l'esito di un passo, chi lavora vede che cosa si chiude e che cosa si apre, quali termini partono e con quale data. Per ultimo, in evidenza, compare ciò che non torna indietro: un deposito, una notifica, una lettera già partiti. L'anteprima la calcola lo stesso comando che poi si esegue, quindi non può raccontare una storia diversa.

  3. Scadenze che si spiegano.

    Ogni data dice come è stata calcolata. In grande c'è la scadenza che, se passa, fa perdere qualcosa al cliente; non la prima data del calendario. I termini della controparte e quelli da cui «si può procedere» stanno sotto, con il loro nome e senza il rosso: il rosso vuol dire una cosa sola.

  4. Notifiche, depositi e cancelleria dentro la pratica.
    • La notifica via PEC. La relata si genera da sola, e lo strumento tiene distinti i due momenti in cui la notifica si perfeziona: per chi notifica e per chi riceve.
    • Il deposito. Si prepara passo per passo: gli atti in ordine, il contributo unificato, i controlli formali, il pacchetto da depositare. Poi le ricevute arrivano e si leggono in italiano.
    • Le comunicazioni di cancelleria. Si agganciano da sole al fascicolo, con la data del provvedimento davanti a quella della PEC, perché è da lì che corrono i termini.
La regola tradotta in logicaUn esempio: la scadenza che conta non è la prima.

Il problema

I due termini sono di specie opposta: i dieci giorni aprono una porta, da lì in poi si può agire; i novanta la chiudono, dopo il precetto non vale più. Uno strumento che mostra «la prossima scadenza» in ordine di data mette in evidenza il decimo giorno, in cui non scade nulla, e lascia in ombra il novantesimo, quello che conta. Lo si è visto provando lo strumento, ed è da lì che è nata la regola.

La norma

Notificato il precetto, l'esecuzione non può cominciare prima di dieci giorni. Se non comincia entro novanta giorni, il precetto perde efficacia.

Artt. 481 e 482 c.p.c. · in sintesi

Il disegno logico, per i programmatori

quando    precetto.notificato(data)termine   10 giorni · non prima · «da qui si può procedere»termine   90 giorni · entro · a carico del creditorein vista  il primo termine «entro» a carico del clientese        opposizione → i 90 giorni restano sospesi

Che cosa vede chi lo usa

Chi apre la pratica inserisce la data della notifica, il 10 marzo. Lo strumento segna che fino al 20 marzo non si può pignorare e mette in evidenza la data che conta: l'8 giugno, dopo il quale il precetto non vale più. Se lo studio assiste il debitore, i novanta giorni non sono una sua scadenza: lo strumento li mostra come termine della controparte, senza allarme.

Le date dell'esempio non toccano agosto. Così l'esempio evita la questione della sospensione feriale sui novanta giorni: il gestionale la esclude per orientamento prevalente e mostra la lettura opposta senza farla comandare.

Le compensazioni dei passeggeri aerei

Prima di chiedere, leggere il volo.

L'esigenza

Chi assiste i passeggeri nelle richieste di compensazione per voli cancellati o in ritardo (Reg. CE 261/2004, Convenzione di Montréal) lavora molte pratiche simili, ciascuna con le sue insidie: quale norma si applica, a quale compagnia chiedere, davanti a quale giudice, se la compagnia può davvero invocare una circostanza eccezionale. Serviva uno strumento che seguisse la pratica dalla richiesta del passeggero fino all'esecuzione, in più lingue. E che provasse il disservizio con i dati dei voli, non con il solo racconto del passeggero.

Che cosa non funzionava

La prima versione conteneva le decisioni giuste, ma era cresciuta a strati: la stessa domanda trovava risposte diverse in punti diversi dello strumento.

Si è riscritto da capo con le decisioni in mano. La prima versione ha fatto da capitolato: una parte nuova è finita solo quando supera le prove di quella vecchia.

Come è stato disegnato

  1. Ogni regola di diritto sta in un posto solo.

    È scritta in modo che, a parità di caso, dia sempre lo stesso risultato, ed è provata su tabelle di casi.

  2. Non si indovina dove costa.

    La norma applicabile, il giudice e chi deve pagare si dichiarano o si leggono da un fatto. Se il dato manca, lo strumento si ferma e lo dice, invece di ripiegare in silenzio su un'ipotesi.

  3. Il silenzio è un difetto.

    Una pratica che si chiude, un rifiuto, una mancata consegna: lo strumento lo dice sempre a qualcuno.

  4. Ogni data che entra in un atto porta la sua fonte.

    Quello che manca resta visibile nel testo come dato mancante, non si riempie a caso.

  5. Un archivio proprio di milioni di voli.

    Si aggiorna ogni notte e dice che cosa è successo davvero al volo e agli altri voli dello stesso scalo.

  6. Si prova come davanti al giudice.

    Le prove usano atti e ricevute falsi nel contenuto e veri nella forma: buste firmate, ricevute PEC, esiti di deposito. Si fa un giro completo sullo schermo, dalla richiesta alla sentenza. Nessun controllo si toglie per far passare una prova.

Che cosa fa per chi lo usa

  1. Per il passeggero, una richiesta che legge il volo.
    • Il passeggero inserisce il suo itinerario. Lo strumento cerca ogni volo nell'archivio, dice che cosa ne sa e propone che cosa è andato storto.
    • Il passeggero conferma o corregge: non trova una scelta già fatta al posto suo.
    • Le anomalie si chiariscono lì, non a pratica aperta: una rotta con un buco, un'andata e ritorno, una data sbagliata.
    • Poi segue la pratica per tappe, come una spedizione, con una frase che dice che cosa sta succedendo. Le tappe saltate si dicono, non si nascondono.
  2. Una valutazione che dice sempre il perché.
    • Ogni richiesta passa per gli stessi controlli, nello stesso ordine: i voli, il disservizio, l'importo, la compagnia e la norma applicabile, la circostanza eccezionale, il giudice.
    • L'esito ha sempre la sua motivazione, scritta tre volte: con norma e numeri per l'operatore, in parole piane per il passeggero, come frase pronta per l'atto.
    • Se manca un dato, la pratica si sospende o passa a una persona, invece di essere respinta.
    • Quando la richiesta non si può accettare, il passeggero riceve il perché con i numeri. Per esempio: dall'archivio risulta un ritardo all'arrivo di 150 minuti, e la soglia è di 180. Se pensa che i dati siano sbagliati, nella sua area trova come mandare una prova contraria.
  3. La circostanza eccezionale, letta nei dati.

    Quando la compagnia invoca il maltempo o un evento esterno, l'operatore apre la lettura del volo, che mostra:

    • che cosa hanno fatto gli altri voli dello stesso scalo nella stessa ora;
    • se il disagio era di tutti o solo di quella compagnia;
    • di quanto il volo ha ritardato rispetto ai voli che sono partiti nello stesso momento;
    • da dove arrivava l'aereo;
    • quali voli alternativi sono partiti dopo.

    Ne esce un verdetto con il suo perché, voli alla mano. Decide l'operatore.

  4. Un passo alla volta, con l'anteprima.
    • Ogni passo della pratica, dalla diffida al deposito, si lavora nello stesso pannello: i dati da raccogliere e gli esiti possibili, nessuno scelto in anticipo.
    • Prima di chiudere, un'anteprima dice che cosa verrà scritto o spedito.
    • Diffida, ricorso, notifica via PEC e deposito sono guidati un gesto alla volta; il contributo unificato si conferma prima di scrivere il ricorso.
La regola tradotta in logicaUn esempio: quanto preavviso basta.

Il problema

L'errore facile è una soglia sola, a sette giorni, e misurare il volo alternativo con le tre ore, che sono la soglia del ritardo. Così un volo alternativo arrivato due ore e mezza dopo, con tre giorni di preavviso, sembra «adeguato», e una richiesta fondata viene respinta. Lo strumento distingue le tre fasce.

La norma

Se il volo è cancellato, la compensazione non spetta quando la compagnia ha avvisato il passeggero almeno quattordici giorni prima; fra sette e quattordici giorni prima, offrendogli un volo che parte non più di due ore prima e arriva meno di quattro ore dopo; meno di sette giorni prima, offrendogli un volo che parte non più di un'ora prima e arriva meno di due ore dopo. Provare l'avviso tocca alla compagnia.

Art. 5, par. 1, lett. c), e par. 4, Reg. CE 261/2004 · in sintesi

Il disegno logico, per i programmatori

quando     volo.cancellatopreavviso = giorni fra l'avviso e la partenza previstase         avviso non provato → fascia più stretta≥ 14 gg    → nessuna compensazione7–13 gg    → esonera solo un volo: parte ≤ 2 h prima, arriva < 4 h dopo< 7 gg     → esonera solo un volo: parte ≤ 1 h prima, arriva < 2 h dopoaltrimenti → compensazione dovuta

Che cosa vede chi lo usa

Il passeggero è stato avvisato tre giorni prima e la compagnia gli ha offerto un volo arrivato due ore e mezza dopo. Lo strumento mette la pratica nella fascia sotto i sette giorni, confronta l'arrivo con il limite di due ore e conclude che la compensazione spetta. Nella motivazione scrive la fascia, di quanto il volo alternativo arrivava dopo e quale era il limite, perché l'atto possa dirlo.

L'intelligenza artificiale, con giudizio

L'AI fa risparmiare ore sui lavori ripetitivi. In un ambito in cui si trattano dati riservati e si prendono decisioni che pesano sulle persone, va usata con regole precise. Sono le stesse con cui lavora lo studio.

L'AI propone, una persona decide

Ogni risultato del modello è una proposta: si accetta, si corregge o si scarta. Niente parte da solo.

I dati riservati restano in casa

Dove i dati sono delicati, il modello gira sui vostri computer, oppure i dati si anonimizzano prima di arrivare a un servizio esterno.

Ogni passaggio lascia traccia

Che cosa ha proposto il modello, su quali documenti, chi ha deciso: si può sempre ricostruire.

Le regole fin dal disegno

Il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale e il GDPR entrano nei requisiti dall'inizio, non come controllo finale.

Come lavoro

  1. Ascolto

    Lo studio

    Che cosa deve fare lo strumento, chi lo userà, come si lavora oggi. Serve a capire di quale software l'azienda ha bisogno, prima di qualunque riga di codice.

  2. Il diritto che lo governa

    Lo studio

    È il lavoro dell'avvocato: individuare le norme che regolano quel processo — termini, comunicazioni, firme, conservazione dei documenti, dati personali — e tradurle in requisiti chiari, che il cliente approva.

  3. Il disegno logico

    Lo studio

    Lo studio progetta lo strumento in astratto: le procedure, gli stati di ogni pratica, chi può fare che cosa, quali dati servono e quando, che cosa succede in ogni caso. Ne nasce un progetto che i programmatori possono seguire passo per passo. In parallelo si studia il database attuale: che cosa contiene e come passerà nel nuovo.

  4. La costruzione

    I partner tecnici

    I programmatori costruiscono lo strumento sul disegno, per tappe brevi. Grafica ed esperienza d'uso le cura il designer del cliente o, se non c'è, un partner dello studio.

  5. La prima prova

    Lo studio

    A ogni tappa lo studio prova per primo: verifica che la logica e le regole siano rispettate e rimanda ai programmatori quello che non torna. Solo dopo lo strumento passa al cliente.

  6. La prova del cliente

    Il cliente

    Chi lo userà ogni giorno lo prova sul proprio lavoro e chiede le migliorie pratiche: schermate, passaggi, comodità. Le richieste tornano nel disegno e nella tappa successiva.

  7. Passaggio e assistenza

    I partner tecnici

    Il controllo di conformità, il trasferimento dei dati dal vecchio sistema, la formazione. Poi, quando cambia la norma, lo studio aggiorna il disegno e i partner tecnici lo strumento.

Software e procedure

Chi fa che cosa

Lo studio

Disegna la logica dello strumento a partire da norme e procedure, in un progetto che i programmatori possono seguire; prova per primo ogni tappa; cura contratti e privacy. È un incarico professionale, con un preventivo scritto.

I partner tecnici

I programmatori costruiscono lo strumento sul disegno dello studio, lo mettono in linea e lo mantengono. Il designer cura grafica ed esperienza d'uso, se il cliente non ha già il suo. Ciascuno ha un contratto proprio con il cliente.

Il cliente

Conosce il proprio lavoro meglio di chiunque: prova lo strumento sul lavoro vero, chiede le migliorie pratiche, approva le scelte. Resta titolare dei suoi dati.

Lo studio presta la consulenza legale sul progetto; programmatori e designer rispondono della loro parte. Ciascuno ha il suo contratto con il cliente.

Che cosa ricevete dallo studio

  • La mappa delle regole, scritta in modo chiaro e approvata da voi.
  • Il disegno logico dello strumento, che i programmatori seguono passo per passo.
  • Il resoconto della prima prova a ogni tappa.
  • Il controllo di conformità prima dell'uso.

Le norme

  • Reg. UE 2016/679 (GDPR), art. 25: protezione dei dati fin dalla progettazione
  • Reg. UE 2024/1689 (AI Act), se lo strumento usa l'intelligenza artificiale
  • D.Lgs. 82/2005 (Codice dell'amministrazione digitale): documenti informatici, firme, conservazione
  • Le norme del settore in cui lo strumento lavora: per uno studio legale, il codice di procedura civile e le regole del processo telematico

Domande frequenti

  • Lo studio scrive il software?

    Lo studio disegna la logica e la prova; il codice lo scrivono i partner tecnici, con un contratto proprio. Per disegnare in modo che i programmatori possano seguire bisogna conoscere la tecnica, e lo studio la conosce.

  • Perché serve un avvocato in un progetto software?

    Perché molti software applicano regole: termini, comunicazioni, verbali, dati personali. Una regola tradotta male in un programma si ripete a ogni uso. È meglio accorgersene nel progetto che in una contestazione.

  • Dobbiamo avere già i nostri programmatori e un designer?

    No. Se li avete, lavorano sul disegno dello studio; altrimenti lo studio può indicarvi i partner con cui collabora, per il codice e per la grafica. La scelta resta vostra.

  • E i dati del sistema che usiamo oggi?

    Si studiano all'inizio, insieme al progetto: che cosa c'è, in che formato, come si trasferisce. Il trasferimento si fa alla fine, con le garanzie di riservatezza e di privacy che quei dati richiedono.

Le informazioni di questa pagina sono generali e non sostituiscono un parere sul caso concreto.

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